– Era Venerdì –

Che giorno era ?

Era venerdì , giorno che precede il sabato ; sabato nel quale le voci per lei s’interrompevano fino al lunedì , anche se le scritte ed il suono del canto del sole sulle foglie del suo giardino , quelli no , non cessavano d’esserci .

Viveva il venerdì come fosse l’ultimo giorno prima di una breve interruzione ; il suo cuore sapeva comunque d’esser accompagnato in tutti i suoi battiti da colui che sapeva rianimarlo , magnificamente , sempre .

Si cullava nel vivere ogni singolo minuto come fosse il più prezioso di tutti gli altri ; aveva compreso che così facendo , il suo nutrimento quotidiano le si cicatrizzava addosso .

E da queste costanti cicatrici , indelebili , indissolubili , penetranti , delicatamente accarezzate dal soffio delle loro anime , lei ne traeva una sostanza ; sostanza che di nome faceva “tutto” .

Chiamarla solo emozione , amore , presenza era per lei poco ; quel “tutto” era uguale al suo “troppo” , troppo che serbava gelosamente e golosamente tra i suoi scritti e tra i suoi brividi .

E così , trasformava quei due giorni di voci mute in una realizzazione di ciò che di celeste stava calpestando , nuvole , calde nuvole .

Consapevole che poi sarebbe ritornato il momento di indossare di nuovo il paracadute per poter volare tra le parole dolci e soffici delle loro chiacchiere , dei loro bisbigli e bassi toni di voce .

Questo era diventato il venerdì , il prima di un’ attesa .

@ElyGioia

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