– Partita –

 Le 7 e 38 di questo giovedì mattina.

La tua prima gita fuori porta, da sola, senza la tua mamma chioccia.

Venezia è grande e t’immagino lì, allegra, con il tuo chiacchierare come una grande, con il tuo tener per mano la tua amica del cuore, con il tuo sguardo perso tra quei musei che tanto ti fanno sognare.

Piccola pulcina in mezzo a questo grande contenitore chiamato mondo, è arrivato il tempo di scoprirne qualche stralcio pure per te, con i tuoi soli occhi; di solito c’erano pure i miei a farti da guida.

Tu piccola, io che lo sono diventata più di te, quando t’ho vista salutarmi da quel finestrino, con il tuo cappellino, il tuo cartellino, la tua anima coraggiosa in attesa di conoscere qualcosa di più, mia futura archeologa.

È qui che mi scopro in tutto il mio lato protettivo, in tutto il mio essere madre, dono che tu mi hai fatto, nove anni fa.

Dono che nessuno potrà portarmi via, nemmeno quando avrai la tua vita con tutti i tuoi impegni, il mio esserti madre, non cambierà, mai. 

Mai e poi mai.

Ora, dopo le mie raccomandazioni, và, divertiti, io sarò qui, su questo binario ad aspettare tutto ciò che mi racconterai al tuo ritorno.

Già mi manchi, ecco, mi sembra di sentire il tuo “ma mamma”, sì, lo so, il mio amore a volte mi porta a sentirmi come mancare l’aria quando non vedo, non sento, non vivo, chi amo.

Calpesta quei ponti e vivi con tutta te stessa questa nuova esperienza.

Piccola gondoletta di una delle città più belle della nostra Italia.

” Lettera di una madre”

@ElyGioia


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