– La violenza che non si vede –

IMG. Dal Web

C’è un tipo di violenza che lascia i segni, un’altra ancora dove i segni siedono all’intero, invisibili da tutti.

Ma, gli occhi parlano, loro lo fanno sempre, e quando sono i suoi a farlo, bisogna munirsi di coraggio.

Lei le sue cicatrici le cura anno dopo anno, invano; sì, perché ogni volta vedono il dolore, si riaprono, e bruciano, devastano, rompono, abbattono.

I residui del cuore girovagano senza meta tra le sue pupille, le labbra non pronunciano nulla, vogliono solo assorbire e bere tutto quell’amaro, per osservarlo scomparire.

La violenza che non si vede porta il nome della vigliaccheria; porta una mano che ferisce con un guanto fatto di spine, talvolta lo stesso guanto che prima sapeva di rassicurazione.

Un dolore che rinasce non tanto per la lama che fionda, ma perché quella stessa lama la stringe quella persona dalla quale t’aspetti amore, protezione, difesa.

E lei, lei se ne sta zitta, per amore.

Lei esplode dentro, rifugiandosi nelle sue notti stanche, lì può piangere e raccontare a se stessa quanto fa male al cuore ricevere indifferenza e veleno, allo stesso tempo.

Lei promette alle sue labbra che mai arriverà a fare agli altri ciò che è destinata ad affrontare, ed è da qui che cerca di farsi capire.

È da qui, che urla in silenzio chiedendo, in ginocchio, solo un po di tregua, a tutte quelle umiliazioni che si ripercuotono sul suo corpo, quella parte del corpo che sta sotto la pelle.

Lei è in grado di amare e vuole fare solo questo;  lei vuole donare, a chi invece la rispetta, tutto ciò che mai ha ricevuto, dal suo primo pianto segnante l’inizio della sua vita.

Vuole dire a quella violenza che non si vede che, nonostante i rifiuti, rimane lì, con la speranza che prima o poi verrà accettata per quello che è.

Un amore dolce e presente che piange un amore amaro ed assente.

@ElyGioia

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