– Spaccare –

Parola dopo parola e silenzio dopo silenzio , investigo la tua anima.

Scalcia, brucia, corre, si frammenta, scappa.

Scappa in tutti quegli angoli che non si vogliono conoscere, che non si vogliono far trovare.

Le mani esauriscono la loro potenza e si scagliano contro l’acciaio; fonde, fino a sgretolarsi nell’immensità devastante della luce.

Pausa irrequieta del vivere e morire, del costruire e del distruggere, del far crescere e del far diminuire.

Una piccola pausa in grado di stravolgere la vita, il cuore, l’anima, il respiro, la forza, la forma, la condizione, il corpo, la testa, l’intera natura che la circonda.

Viaggio preso per mano, dita conosciute, dita vissute, dita a tratti non comprese, di una mano amata per il suo essere ancora di un porto dalle acque limpide, limpide, non sporche, limpide.

Lo spazio è troppo grande quando storia non c’è e finisce di diventare troppo stretto quando la stessa storia la si può guardare attraverso le sole righe, lette, comprese, non comprese, ascoltate, limitate, estreme, sfuggenti e ferme.

Complicanza del mondo che t’invade e che ti vuole imbottire di dolci pillole, non di saggezza, ma di lusinghe apparenti e false.

Ed è meglio tenersi la tristezza aggrappandosi alla sobrietà della mente; i pianti servono, una lacrima non ha mai ferito nessuno.

Le cose che si vogliono rimangono li, non cambiano, non migliorano certo nemmeno se le si traffigono al petto; anche se cambiasse lo sguardo verso di loro non cambierebbero.

Aspettare, spaccare, alienare ogni forma circoscritta di attesa.

Spaccare ancora ed ancora, per distruggere tutto quel ferro che nuoce trasformandolo in sabbia, senza farlo però scivolare tra le dita.

Perché, se scivola, lo si perde.

@ElyGioia

Categorie:Senza categoria

5 replies