– Non conosco –

M’inclino verso la profondità del mare. Un labirinto immenso dai colori scuri, esattamente come tutto ciò che non conosco. Tocco, lati a tratti morbidi, a tratti spinosi, non manca nulla, nemmeno il mio fragile coraggio. Misterioso come il destino è ogni momento che il mio cuore, altrove, vive la sua vita. E non posso far nulla se non versare singhiozzi di amara non conoscenza. Eppure la mia di vita, non è completa senza quel battito, la mia vita vive per quel battito. Tocco, bolle d’acqua nelle quali cerco anche una sola immagine che mi racconti i suoi momenti, la sua quotidianità. Senza interromperla, solamente conoscerla. Ma sotto questo mare è buio, come si fosse calato un sipario di colore blu scuro lungo tutta la costa dell’isola che si è costruita. Quattordici mesi di lavoro, e quanto altro tempo ancora per vederla trasformata in una città abitata da fiori, api e nuvole rosse. Ho bisogno di respirare, non è un sub il mio cuore. Risalgo, aggrappandomi ad una barchetta di legno dall’odore umido e antico. Qui, mi accorgo che c’è meno ossigeno di laggiù.

Allora non respiro. Aspetto il vento. Quello capace di far rotolare l’acqua facendo ribaltare questo pezzo di legno. Inizia a scottare. Inizio a delirare. E la mia mente diventa incapace di spiegarmi e ricordarmi a cosa servo io in questo spettacolo. Aspetto il vento. Aspetto di tornare giù, per cercare di scoprire una via aperta che mi porti a conoscere di più su tutto ciò che non conosco. Che mi porti ad aprire nuovi lucchetti facendo abbassare tutte quelle sbarre che ancora separano quell’amore dal mio.

@ElyGioia

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