– Forma –

IMG. Dal Web

I piedi punti dall’erba, quella oramai seccata dal sole, ed una sedia in mezzo al nulla. Potrei pure farmi male, non se ne accorgerebbe nessuno. Potrei pure urlare, non ci sono nemmeno alberi che potrebbero ascoltare. Ma una cosa c’è, ed è il mio cuore. Sembra vivo, respira, parla, a volte scalcia, a volte si inebria, altre si zittisce. Ho cercato invano il suo telecomando, non essendo nemmeno certa della sua esistenza, e forse è meglio così. Non si può e non si dovrebbe comandare,il cuore. Sarebbe come andare contro natura; natura che prima o poi, nella sua ribellione, si ritorcerebbe contro. Come quando l’uomo costruisce su terreni non idonei inquinando il benessere della terra, e poi crolla tutto. Ed io non voglio crollare. Allora non costruisco, tesso solo e lascio fare alla natura il suo corso. Posso aumentare il ritmo delle mani, posso non arrendermi mai, questo si, almeno questo nessuno può impedirlo. Poi di volta in volta mi giro un attimo, e noto che il tempo ne ha fatto prendere una sua forma. Non ha nulla a che vedere con una ragnatela, questa sarebbe una trappola, un inutile tentativo di attirare con forza l’amore. Non è cosa possibile. L’amore non si attira, si prova e basta. E vado avanti così, mentre questa forma non diventa più chiara ma più robusta. Capace di sostenere anche digiuni ed impossibilità. Già, impossibilità. Tanto vale farla riposare ogni tanto, assieme alla corazza delle mie mani, per farla divenire ancora più forte e forse anche più bella. Ed è nel suo riposo che però aumentano le paure. Dove sembra che ti stia scivolando tutto dalle mani, si sono rilassate, ma non vogliono perdere niente. Poi rifletto ancora, posso stringere il mio amore per viverlo e per arrivare con ogni verità, ma non posso stringere la sua presenza. Sarebbe come trattenere e soffocare un qualcosa senza farla più respirare. Il fatto è che se io respiro grazie all’amore non posso dare per scontato che questo valga anche per l’amore stesso. Allora mi basta aprire con coraggio la mano e se vorrà sarà lui ad aggrapparcisi, stringendomi. Lì stringerò pure io, ed insieme si continuerà a tessere. Unendo persino i corpi formandone uno solo. E la forma che vedremo di volta in volta, non sarà mai uguale, ma di colori sempre diversi, siano pure scuri, ma saranno comunque sempre il risultato di una miscela fatta non da due ma da quattro mani.

@ElyGioia

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