– Proteggi, noi –

Ho solo voglia di aprire il mio libro, tuffarmici ancora e chiudermici dentro. Perché se proprio devo esser tradita preferisco farlo da me. Tradirmi io, nelle mie emozioni e nelle mie scene strappacuore. Sì, strappacuore sarà una parola nuova, chissà. Per una volta stare con me stessa non mi fa male né mi spaventa, mi guardo dentro e riesco a trovare solo la luce di quel sentimento che mi abita già da un bel po’. Ecco, ho come la sensazione che possa succedere di tutto ma che nonostante ciò rimarrebbe tutto uguale, l’amore. L’unica cosa in grado di uccidermi sarebbe il rendermi conto di vivere non in un sogno ma in una menzogna. Ed io, che ci credo, e che forse per la prima volta nella mia vita credo in me stessa, penso che la menzogna viva molto lontano da me, da noi. Nel mio sonno mai interrotto da una chiamata ma unicamente e bruscamente scosso dalla mia mente, sempre attiva, sempre di corsa, sempre piena, sempre agile, mi chiudo nella poesia che siede nel rumore silenzioso della notte. E poi ci si rialza, quando mai si è stati seduti, e si ricomincia un nuovo giorno, quando mai si aveva finito quello precedente. In tutto questo sale il bisogno di sicurezza, di quel posto in cui ogni cosa vola via, bisogno disperato di una poesia che non viene da me ma da te. E sono seria. Apri il mio libro e raggiungimi. Tuffatici e chiudi l’ultima pagina, fa rimanere fuori tutto il resto e vivi me, stai con me, ama me, guarda me, rassicura me, coccola me, bacia me, proteggi noi.

@ElyGioia

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