– Cuore lattante –

Un bambino può avere non solo un ginocchio sbucciato ma anche un cuore spezzato, differentemente da chi pensa che le emozioni vissute a quell’età siano molto più superabili e facili da dimenticare. Io sono un’eterna lattante e come tale rimango fedele all’istinto, alla fantasia, ai capricci, ai cambi di umore dopo una sola parola ricevuta, alle lacrime davanti alla gioia come al dolore, al voler conoscere sempre di più, al desiderare d’esser ascoltata, al voler giocare, al bisogno d’amore. Guardare al mondo con gli occhi di un bambino pur conoscendolo col cuore fin troppo, ascoltare il ritmo dei sentimenti con il cuore di un bambino pur vivendoli con gli occhi di un adulto, dà alla vita un sapore diverso. Una prospettiva diversa, un cammino fatto di vicoli sempre inaspettati ma consapevoli del loro spazio. Eppure, da lattante, non capisco le dinamiche dei miei pensieri. Così, alcuni cerco di accartocciarli, altri li ricalco su carta velina, altri li frantumo ed altri ancora li studio. Materia su materia, come seduta ad un banco di scuola, mi confondo e mi perdo davanti alla mia lavagna. Vorrei farci su solo uno scarabocchio per poi girarmi e lasciarlo alle spalle, mentre metto, non più bianco su nero ma nero su bianco, ogni sospiro e bisogno. Imparo che non posso vivere senza amore ed inizio a riconoscere che è l’unica cosa in grado di rendermi felice. Ora, posso avere davanti l’immagine di una coppia innamorata e straziarmi il cuore con la certezza d’amare, oppure posso chiudere gli occhi ed ascoltarne solo il profumo. Esso non ha volto né nome, posso sognare che sia tutto per me, indirizzato a me, attento a me, bisognoso di me. Così, da bambina perennemente assetata, cerco disperatamente di diventare adulta. Gli adulti sopportano meglio ogni tipo di sofferenza e carenza. Sono in grado di resistere ore ed ore senza acqua, pur avendo sete. Io invece non ne sono in grado.

@ElyGioia

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