– Oscar e le fiamme –

Benvenuti a casa mia.

D’altronde oggi è stata più affollata del solito. Dall’entrata potete gia capire che è abitata oltre che da due umane un po’ fuori di testa anche da due “piccoli” “vitellini”. Ora, non sono qui per raccontare la mia quotidianità ma ciò che mi è successo oggi mi ha colpita, tracciando un segno al cuore, di quelli inaspettati e belli. Tutto inizia da quando il mio vitellino più grande, Oscar, decide di tentare un suicidio, credendosi un aquila reale, spicca il volo dal quinto piano verso il quarto, dove trova un piccolo terrazzino ad accoglierlo. Niente di ché, starete pensando. Il fatto è che l’inquilino del quarto piano è da mesi ospitato dalla casa di riposo e la figlia abita lontano, il che vuol dire appartamento chiuso, e soprattutto, chiavi lontane. Dalla finestra della cucina sentivo “miao…”non potevo fare nulla. Chiamo la casa di riposo e dopo tante trafile non riesco ad ottenere le chiavi per poter accedere dal quarto piano e poter riabbracciare il mio miciotto. Opto per il 115. Ore 18:00 i vigili del fuoco arrivano a casa mia, in coppia studiano la situazione, si affacciano e vedono semplicemente due fari. Voi li vedete?

Mi dicono che l’altezza è tanta e chiamano un rinforzo. Arrivo a quota tre, di vigili, in soccorso con una mega scala. Ecco che inizio ad emozionarmi. Quello più alto dei tre mi si avvicina, aspetta che mia figlia si allontani e mi sussurra che, sì potevano usare la scala ma che il gatto per lo spavento avrebbe potuto agitarsi e buttarsi giù involontariamente anche da lì. <<Signora io aspetterei domani per avere le chiavi dell’inquilino sotto, chiamiamo noi stessi la figlia e spieghiamo il problema>>. Vedevo tenerezza nei suoi occhi. Io non volevo che il mio miciotto passasse tutta la notte lì, certo non sarebbe morto di fame ed un po’ di dieta lo avrebbe aiutato ma, io volevo tenerlo tra le braccia, non avevo previsto di dare un concerto fatto di miagolii tutta la notte, per la felicità di tutti gli altri condomini. Il gigante buono, da me così soprannominato, chiama la caserma. Stava per arrivare un quarto vigile. Il mio miciotto era terrorizzato. Ma ecco che arriva un lampo, e si aprirono le catarrate del cielo. <<Signora perchè non caliamo giù con la corda il suo trasportino? Ci mette dentro un cuscinetto morbido e del mangiare da lui preferito, il più goloso, per attirare di più >>. Sorrido. <<Scusi, si affacci e guardi, non esiste cosa più golosa, lui mangia di tutto, almeno su questo non abbiamo problemi >> Sorridiamo tutti e 5.

Si mettono a lavoro. Ore 20:00 ho due vigili alla finestra della mia cucina ed io in mezzo, uno al pian terreno con una coperta in mano, nel caso in cui il mio gatto avrebbe optato per un altro tuffo, ed uno alla vetrata più vicina al piccolo terrazzino. Era circondato. Una torcia, il miagolio del vigile del fuoco più giovane (molto comico), una corda, il bastone lungo per farlo avvicinare. Trentacinque i minuti spesi per riuscire a farlo entrare nel trasportino. Tutti al suo servizio, come la regina Elisabetta.

Ecco, è entrato, è entrato!! Via che si alza la corda, i vigili con un sorriso meraviglioso. Che dire, con tutte le situazioni che a volte devono affrontare, un gatto poteva essere la più sottovalutata. Invece, me lo hanno trattato come un bimbo, questo tengo a raccontare, l’umiltà ed il cuore di chi ogni giorno, anche nelle cose più semplici si dimostra grande. Queste sono piccole cose, ma vedere degli omoni grandi contenti e commossi per aver salvato un gatto mi ha emozionata, e non poco. Bel regalo di compleanno anticipato. Grazie fuocherelli.

Ore 21:02 Oscar è un po’ ammaccato ma.. Sta bene.

Il mio secondo figlio.

@ElyGioia

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9 replies

  1. E pensare che molti Vigili del Fuoco sono volontari sottopagati, quindi avrebbero potuto benissimo fregarsene! E’ sempre emozionante vedere esempi come questi, esistono ancora persone che fanno del bene senza chiedere niente in cambio! Oscar, la prossima volta sii più prudente 😉

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