– Tutto tace –

Nidi di pensieri che affollano il bosco dei ricordi. La stanchezza del riviverli e la leggerezza dell’abbandono. Svuotamento di quella parte intima irraggiungibile da estranei. In fondo, estranei, lo siamo pure da noi stessi, quando ci guardiamo così profondamente da non riconoscerci più. E ci studiamo, senza volerci comprendere, avendo timore dei nostri desideri. Barcollanti nel trampolino delle emozioni. A volte ci buttiamo, altre cadiamo, ed altre ancora rimaniamo lì inermi. Forse ad aspettare che arrivi qualcuno che lo faccia con noi. E mentre tutto intorno tace noi viviamo in mezzo al frastuono delle verità.

@ElyGioia

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7 replies

  1. Arriva un segnale nell’universo del web, puoi farlo passare via oppure andare ad esplorare altri mondi. Il tuo per esempio.
    Accade che così facendo il rumore delle altre vite cresca ancora di più! Nulla tace Ely ogni riga che noi lasciamo in rete contribuisce alla sinfonia….A volte alla confusione. Ma un estraneo osserva da fuori quello che tu vuoi o riesci a mostrare del tuo dentro: la prospettiva è diversa. Può essere più vera.
    Ci sono poi gli altri segni, le immagini scelte, il tipo di carattere, persino i commenti perché noi non siamo soli e il resto ci influenza bene o male sarebbe lungo dire.. tu possiedi una verità non credere sia peggiore di altre. Perché scrivi Ely? Per liberarti, per chiarirti, per confrontarti. O solo per respirare e guardarti vivere. Sfiorando gli altri mondi il suono della nostra vita cambia ma c’è uno spartito segreto che in genere teniamo solo per noi. Io da quando ho deciso 40 anni fa di studiarlo e suonarlo sono rimasto solo.
    Grazie di essere passata da me.

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    • “In bottega ho trovato la musica della mia generazione sessantottina,
      riveduta e corretta dagli umori della mia educazione di borghese siciliano;
      i lampi della mia infanzia magica e “rivoluzionaria” tesa
      tra Milano e la Sicilia,
      tra il risotto con lo zafferano e il couscous;
      le note dell’orchestra sinfonica della Scala e gli accordi impossibili della chitarra
      di Jimi Hendrix;
      le pagine lucide di Sciascia e i ciclostili del movimento studentesco del 1970;
      i canali d’acqua dolce della bassa padana tra le cascine dove arrivavo in bicicletta…
      e questo mare arrogante e infinito dove ho scelto di posare i miei occhi da vecchio
      e il mio cuore di ragazzo;
      i miei compagni di liceo perduti per sempre
      e quelli dei miei figli che fanno lo stesso identico frullo delle rondini che arrivano al nido,
      mi guardano a volte…ma non mi vedono.”
      Enzo Rasi

      Ho apprezzato questo tuo scritto.

      Io perché scrivo? Dipende, per necessità a volte, altre per comunicare ciò che la bocca non riesce ad esprimere.

      Grazie, a te.

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  2. ci soffermiamo tutti “sul frastuono della verità”… perchè li risiede il senso di ogni vivere, scoprirlo, viverlo, far finta di non saperlo, sfuggirvi… ma la verità fa rumore e prima o poi la devi stare a sentire e quando lo fai, cambia tutto…. ma proprio tutto.

    un sorriso.
    m

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