– Poteva anche morire –

Temeva di perdere le forze per continuare a bussare su quella porta chiusa, posta al centro dei suoi sogni. Non voleva altro che poterla vedere aperta, almeno per un po’, giusto il tempo di prendere il respiro, per poter affrontare la realtà che l’aspettava fuori, come un feroce aguzzino. Indossava abiti leggeri, non soffriva il freddo, se non quello del cuore, vestiva i suoi sentimenti, bastavano essi a portare l’estate sulla pelle. Ma arrivavano quei giorni nei quali il suo amato inverno colpiva inaspettatamente anche il suo petto. E prendeva forme diverse, a momenti si faceva lancia, altre scudo, altre coltello, altre ancora prendeva la forma di una leggera punta di matita. In quei giorni si sedeva, sempre lì, davanti a quella porta, sembrava sperare ancora nonostante tutto, d’altronde come poteva non farlo?, ormai lo sperare era diventato il suo sprono nella vita. Vita arrabbiata con lei, vita che sembrava farlo apposta a non volerla consolare. Era arrivata al punto di non poter più nemmeno sfiorarla, quella porta, eppure rimaneva a guardarla da lontano, nel caso all’improvviso si sarebbe aperta, avrebbe iniziato a correre veloce per esserci. Era arrivata ad essere a chilometri di distanza eppure il cuore era rimasto su quella maniglia. Più il suo corpo si allontanava a causa del tempo, più il cuore sentiva strappi lungo lo scorrere dei suoi battiti. E non smetteva mai, di battere, lei avrebbe potuto anche morire, il suo cuore non l’avrebbe seguita.

@ElyGioia

Categorie:Senza categoria

4 replies