– Partenze –

Le partenze lasciano all’attesa del ritorno sempre una elevata quantità di spezie. Sì, perché il presente è un po’ come il cibo, e quando è buono non si smetterebbe mai di mangiarlo, ma prima o poi il piatto diventa vuoto e bisogna avere pazienza, seppur a bocca aperta, per ricevere una seconda portata. Ecco che ogni presenza ha un sapore diverso, inimitabile, unico, da tatuare al palato. Ecco che quel tempo speso a ricordare sembra interminabile, nel tavolo dell’anima si possono solo osservare le spezie rimaste, quelle hanno dato vita a ciò che ora siede nello stomaco. E graffiano dalla fame, anche loro, da dentro. Quella fame che sa di malinconia, una leggera tristezza che porta sale, attraverso lacrime colorate, pronte ad essere gustate anche loro dal dito che le prenderà per levarle dal volto. Certo, si ripeteranno gli arrivi, con loro le partenze, ed ogni volta è dannatamente così, così senza zucchero, come se l’amore fosse a dieta. Io la dieta non la seguo, ma vivo in attesa del prossimo ritorno.

@ElyGioia

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