– Escono, le parole –

Ho messo una mano in tasca, l’altra l’ho avvicinata alla mia bocca, come se volessi proteggere le mie labbra da parole che le hanno spaccate. Escono, le parole, come a fuggire via da me stessa, alla ricerca di altre, più incoraggianti, più confortanti, più leggere nel loro spessore. E poi ci sono gli occhi, che le seguono. Essi ne osservano la direzione, e quando come frecce arrivano alla meta, s’innacquano. Un po’ come a volerle pulire. È così che avvengono i tuffi al cuore, da parole che partono e da occhi che le raggiungono attraverso il delicato movimento di una mano che, buttando giù ogni parete, viene a stretto contatto con l’anima.

@ElyGioia

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3 replies

  1. Le parole per quanto le si trattiene o tracimano incontrollate hanno i loro sentieri sterrati. E forse le vie, gli angoli di piazze e stradine di città e paesi. Eppure capita che bisogna accudirle e decifrarle. O proteggerle. Con le dita di una mano portate alla bocca. Fra loro sanno cosa dirsi.

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      • E’ il tuo post che mi spinto a scrivere quelle parole. Grazie a te. La tua foto in apertura del tuo blog è da un po’ che mi diceva qualcosa… finalmente stamattina ho trovate le parole. Sei un fiore(il viso, gli occhi, quell’affacciarsi al mondo) sbocciato dall’adolescenza alla femminilità senza aver perso né l’una nè l’altra. La freschezza è intatta.

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