– Sei l’assù –

Cosa è stata la vita per te, Cecilia? Un cammino sempre in salita, una strada fatta di continui dossi, faticosa. Non c’è stato un attimo in cui ti sei fermata, anche quando il respiro ti si strozzava tra le labbra, hai continuato ad essere te stessa. Non ho avuto il coraggio di sentirlo quel respiro, non ho avuto il maledetto coraggio di sentirlo. Vivevo un’altra me, ma ho la certezza che ora conosci ogni mia parola rivolta a te ancora prima che venga scritta. Oggi, voglio ricordare il tuo sorso di vino rosso nell’acqua, per farla diventare rosa e farmi sorridere, voglio ricordare i tuoi gusti, il tanto sale, la pasta scotta, il panino imbottito con la mortadella. Sento ancora il calore della stufa che scaldava i tuoi minestroni ed il tuo ragù. Quante cose facevi in un solo giorno, avevi cura dei tuoi animali, del tuo orto, del tuo lavoro, di chi amavi nonostante non vedevi alcuna ricompensa. Ciò che desideravi era solo fare, fare ed ancora fare. Ma tu vivi ancora, nel mio essere cocciuta e testarda, nel mio essere permalosa e ribelle. Nonna, so di essere simile a te. Nel mio sangue scorre il tuo nome, ed ora voglio solo chiudere gli occhi e ricordarti accanto a me, all’ora della sera, e pensare a quando ti coricavi vicina a me, su di un fianco, tenendo i tuoi occhiali sempre addosso, per tutta la notte. Oggi, voglio dirti ciò che non sono riuscita a dirti anni fa. Ti voglio bene Nonna e non dimenticherò mai tutto ciò che tu, con il cuore, hai fatto per me.

@ElyGioia

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