– Come niente fosse –

Dicono che la famiglia sia la cosa più importante, ebbene io credo essa sia la base della vita stessa. Il punto è quale materiale si usa per impostarne le fondamenta. E non si tratta di materiale povero o ricco, anche il cristallo si rompe, lo sapevate?. Da piccoli ci fanno sperare nei “per sempre” e non dico sia sbagliato, io ci credo ancora, nonostante tutto e tutti. Dovrebbero comunque avvisarci dell’altro lato della medaglia, quello meno bello eppure probabile, quando eravamo bambini vivevamo dei sogni e chi è stato capace di infrangerli brutalmente non può certo comportarsi come nulla fosse successo. Sì, si cresce. Sì, si matura. Ma questo non giustifica tutto il dolore che si può aver subito nella tenera età. L’esempio dei genitori è indiscutibilmente la cosa più importante. In essi un bimbo vede tutto, vede i propri ed unici punti di riferimento, vede i propri eroi per riscoprire il proprio io. Poco importa se poi come spesso succede di questi tempi, essi si dividano. La vita è fatta di scelte, e non sempre possiamo pretendere di non ricevere sofferenza. Samo tutti uomini e tutti donne, in fondo, prima di diventare genitori, e capita di macchiarsi d’errori. Ma, quali uomini e quali donne siamo per i nostri figli? Ce lo siamo mai realmente chiesto?. Un bambino ha il sacrosanto diritto di sentirsi amato da un padre ed una madre, a prescindere dalle loro scelte. Perché, quando si cresce subendo addosso l’indifferenza di chi ti ha creato, si cresce con un profondo vuoto dentro. Quando si cresce subendo addosso il peso di una famiglia spezzata e l’abbandono da parte della stessa, si cresce con una profonda rabbia e solitudine che poi andrà ad incidere in ogni rapporto adulto, di qualsiasi natura esso sarà. Quando si mette al mondo un bambino sappiamo che sarà sangue del nostro sangue, per sempre, o almeno così dovrebbe essere, a 10, 20, 30, 40 e 50 anni fino all’ultimo giorno della nostra vita, un figlio è sempre un figlio. E quel benedetto bambino dovrebbe venire prima di ogni cosa, di ogni situazione, di ogni comodo, di ogni decisione. Un figlio trascurato sarà un adulto in continua lotta alla ricerca di una stabilità, di una sicurezza e di una costanza, che dovrebbe essere presente già in sé. Quando si decide di prendere strade diverse dovremo considerare il fato che niente e nessuno dovrà essere più importante della propria creatura. Quando si diventa genitori l’egoismo e l’egocentrismo dovrebbero dissolversi naturalmente, perché la responsabilità che il diventarlo ne comporta è più forte di tutto il resto. Quando si diventa genitori non si riesce a stare bene se il proprio bimbo non sta altrettanto bene. Che il problema stia in uno stato di salute o di uno stato sociale non ha differenza, quando un figlio soffre, il genitore soffre, questa è la normalità in cui io ho sempre sperato e creduto guardando alla vita, nonostante tutto e tutti. In effetti non so nemmeno io come si possa credere in cose che magari non si ha avuto la benedizione di vivere. Mi reputo benedetta, non fortunata. Credo fermamente nell’amore, nonostante gli schiaffi non mi siano mai mancati. Credo nella fedeltà nonostante le delusioni le porto tuttora addosso come insormontabili macigni. Credo nella bontà delle persone nonostante i gesti che ho subito abbiano quasi sempre avuto il sapore del male. Perché in fondo, una parte di quando si è bambini ci rimane dentro per sempre, e lì, si ricorda ogni cosa, bella e brutta. Ed è incredibile, dopo anni, fanno più male i ricordi belli, nati dall’immagine di un vestito rosso accanto all’albero di natale, dei capelli ricci frutto di una permanente, una mano grande sulla spalla e la premura di andare insieme in chiesa per la messa della vigilia. Ma tutto questo non conta nulla, perché in fondo nessuno pensa più a nessuno e ci si lascia così come si lascia una barca in mezzo amare , senza più un porto fisso. In balia, delle onde, facendo da pasto agli squali. Ed allora credo sia giusto chiedersi il perché si decide di mettere al mondo una vita per poi continuare a fare la propria, come niente fosse.

@elygioia #pensieriscrittielygioia

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23 replies

  1. Purtroppo alcune persone sono superficiali, e non si rendono davvero conto, del gran senso di responsabilità che avranno, nel corso della vita dei loro figli…..infatti è un pensiero costante finchè si vive. Un abbraccio carissima e buona serata,silvia

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  2. Estremamente profondo…sono un papà separato e le cose che hai scritto sono verissime…cerco di essere presente con le due bimbe che ho…purtroppo a volte sembra tutto inutile sembro impotente perchè non le vivo tutti i giorni…mi ero sposato perchè credevo e credo fermamente nella famiglia…poi le cose sono andate male ma la famiglia resta il mio punto di riferimento…consapevole che ne ho una messa maluccio e non come sognavo…

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  3. Un articolo davvero profondo, l’ho letto da figlia, a vent’anni posso assicurare che la famiglia rimane ancora un porto sicuro e fondamentale in cui poter tornare, sempre. Oggi vedo tanti genitori che dei figli se ne fregano, li mettono al mondo per poi lasciar fare loro quello che vogliono, ore ed ore davanti a un cellulare perché non disturbino… vedo anche adolescenti che crescono convinti di poter rispondere in malo modo ai propri genitori, e io sono cresciuta con tutt’altri principi. Insegnare il rispetto e la comunicazione sono importantissimi nel rapporto tra genitori e figli

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  4. Ci sono persone che non crescono mai, la responsabilità è un macigno per molti, sarebbe meglio evitare. che poi nel tempo possa accadere qualsiasi cosa, anche una separazione, ma tutto dovrebbe essere gestita con grande consapevolezza e maturità.
    Non c’è niente che possa calpestare l’amore, per una persona o per un figlio, bisogna essere consapevoli e maturi. A me sembra che di tutto questo non ci sia un granchè in giro. Purtroppo.

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  5. Ti sei posta un bell’interrogativo, esplicato in un rivolo di “credenze” che posso condividere… si vive perché è la vita ci porta ad essere prima barchette in preda alle onde per poi mutare in grandi braccia a forma di scoglio… continuiamo noi ad essere il porto sicuro per i nostri figli come fecero con noi i genitori. Sarà sempre così… oggi mutano le forme ma se hai educato un figlio nel “giusto”, questi crescerà con i tuoi stessi valori anche se li dipinge con colori diversi o per nulla… lo hanno nel dna e questo è genetico… il concetto di famiglia è di poi uno stereotipo. Credo cmq che i principi sani che ci arrivano dal passato abbiano in se il profumo della vita!

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    • Ci sono comunque figli che crescono con sani valori anche se non sono stati cresciuti nel “giusto”, detto questo, grazie per aver condiviso questo pensiero. Una buona giornata.

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  6. MI rifaccio spesso ad un proverbio che dice: “Tale padre…tale figlio”. La famiglia è l’aggregazione, l unione, il pilastro, la pianta da dove sboccierano prima fiori e poi frutti. Se la famiglia non è sostegno e non è educazione e felicità allora il bambino che nascerà e crescerà in questa famiglia troverà solo ostacoli e difficoltà e nessuna possibilità di scegliere perchè la scelta lhanno già fatta la famiglia stessa per lui.

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