– Erano e, saranno? –

Ogni volta che si toccavano l’anima volavano sopra ogni arcobaleno possibile per il cielo, dissetando la loro arsura. Caldura, censura e tortura, largura e colatura di sentimento. Lento, era quell’abbraccio divino dopo ogni bacio schiaffeggiato sul volto. Quando c’erano entrambi, l’uno per l’altra, mutavano e divenivano della stessa sostanza della forza della natura. Essi si spaccavano anche solo ascoltando quel leggero suono che fanno le palpebre degli occhi quando si chiudono e si riaprono ferocemente. Presente, ogni volta, era il respiro che andava in giro sopra ogni angolo della pelle, anche su quelli aperti ma coperti riservati al proprio io. Erano acqua santa sopra il fuoco, i muri cadevano soli dal gran frastuono, s’innalzava solo la voglia di unire i loro pensieri per farli esplodere e trasformare in luce vitale e non più mortale. Erano perfetti in tutte le loro imperfezioni, innocenti in tutta la loro colpa, forti in tutta la loro fragilità, vicini in tutta la loro distanza e santi in tutti i loro peccati. Erano sale e pepe di una vita insapore ed inodore. Ed era per tutto questo che, assorta e distorta, tra le braccia di lui, lei diceva << Ti prego, non te ne andare>>. Sapeva, che al momento del distacco le sarebbe mancato il respiro, sapeva che quando sarebbe tornato da lei avrebbe avuto ancora più bisogno di vivere e non voleva rovinare quel momento a causa di questo. Voleva solo rimanere con lui, sempre, ogni battuto di ciglia, con lui. Proprio in virtù di ciò che erano. Nonostante la stanchezza di una vita egoista e processista. Voleva questo, che ciò che erano lo sarebbero rimasti per sempre, sì, per sempre.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

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