– ORIANA FALLACI ( PART 2 ) –

La sua Storia

Oriana fallaci, scrittrice incompresa da molti durante il corso della sua vita. Nacque il 29 Giugno del 1929 a Firenze. La prima giornalista donna italiana che ricoprì il ruolo di inviata speciale al fronte. Donna con la passione non del giornalismo, bensì della scrittura, ma che si trovò “costretta” a seguirne l’indirizzo in quanto la sua famiglia forse non credeva poi così molto nel suo potenziale e ritenendo che non si potesse campare pubblicando libri la invitò a studiare giornalismo, era l’unica cosa che si avvicinava di più a questa sua grande passione. Impiegata come staffetta durante la seconda guerra mondiale; portava manifesti, giornali, messaggi a volte perfino armi, consapevole che ogni sua pedalata era un vero e proprio passo verso la liberazione dell’Italia dal regime mussoliniano. Amava leggere, e leggeva. Leggeva tutto ciò che aveva a portata di mano in casa, accrescendo così, in fretta, la sua cultura letteraria anche se la madre non perdeva occasione per invitarla allo studio ed ebbe molte soddisfazioni in merito. Oriana fù una studentessa brillante, fece il liceo classico e successivamente frequentò l’università nella facoltà di medicina. Una delle persone più vicine a lei, importanti e fondamentali per ciò che ne è stata la sua successiva carriera, fù lo zio, Bruno Fallaci, fratello maggiore del padre e giornalista già di successo, sposato con la scrittrice Gianna Manzini. Iniziò a lavorare per il quotidiano di Firenze da giovanissima ma con un talento spiccato fatto di doti di una grande narratrice. Oriana, per il suo lavoro, fù sempre circondata da molti uomini, proprio per questo si sentiva in dovere di fare sempre di più e sempre meglio, riscrivendo più e più volte un suo articolo, studiando ogni tipo di argomento prima di parlarne, assorbendo il giusto stile e la forte eleganza di altri scrittori. Una volta che finì il suo lavoro presso questo quotidiano iniziò a lavorare per “Epoca” dove alla direzione vi era proprio lo zio Bruno. Oriana aveva ventidue anni ma scriveva già di politica come nessuno mai aveva osato o ne era stato capace. Con il corso del tempo però lo zio fù rimosso dal suo incarico e di conseguenza anche Oriana perse il lavoro. Si trasferì così a Roma, grazie alla sua intraprendenza, nel 1954 fece un viaggio stampa per l’inaugurazione della nuova linea aerea Roma – Teheran. Proprio in Teheran intervistò la principessa Soraya, moglie dello Scià e nacque così nel 1957 il reportage “Hollywood vista dal buco della serratura” che divenne poi anche il suo primo libro “I Sette Peccati Di Hollywood” con la prefazione del regista Orson Weles il quale l’ammirava per aver messo a nudo le star americane con tanto talento e sfrontatezza. Adoro questo suo modo inconfondibile di costruire le interviste, Oriana non si limitava solo a riportare un susseguirsi di domande e risposte bensì ne costruiva una storia vera e propria, con un inizio ed una fine. arrivando agli anni ’60 possiamo dire che furono i più decisivi per lei.

His own story Oriana fallaci, writer misunderstood by many during the course of her life. He was born on June 29, 1929 in Florence. The first Italian female journalist who held the role of special envoy to the front. Woman with a passion not of journalism, but of writing, but who found herself “forced” to follow her address as her family perhaps did not believe so much in her potential and believing that she could not live by publishing books she invited her to studying journalism was the only thing that came closest to his great passion. Used as a relay during the Second World War; he carried posters, newspapers, sometimes even weapons, knowing that every ride was a real step towards the liberation of Italy from the Mussolini regime. He loved to read, and he read. He read everything he had at hand in the house, thus rapidly increasing his literary culture even if his mother never missed an opportunity to invite her to study and had many satisfactions on the matter. Oriana was a brilliant student, did classical high school and subsequently attended university in the faculty of medicine. One of the people closest to her, important and fundamental for what was her subsequent career, was her uncle, Bruno Fallaci, her father’s older brother and already successful journalist, married to the writer Gianna Manzini. She started working for the Florence newspaper when she was very young but with a strong talent made up of the talents of a great narrator. Oriana, for her work, was always surrounded by many men, for this reason she felt obliged to do more and more and better, rewriting her article over and over again, studying every type of topic before talking about it, absorbing the right style and the strong elegance of other writers. Once he finished his work at this newspaper he started working for “Epoca” where his uncle Bruno was at the management. Oriana was twenty-two years old but was already writing about politics as no one had ever dared or was capable of. Over time, however, his uncle was removed from office and consequently Oriana also lost her job. So he moved to Rome, thanks to his resourcefulness, in 1954 he made a press trip for the inauguration of the new airline Rome – Tehran. Just in Tehran he interviewed Princess Soraya, wife of the Shah and thus the reportage “Hollywood seen from the keyhole” was born in 1957 which then became his first book “The Seven Sins Of Hollywood” with the preface of the director Orson Weles who he admired her for laying bare American stars with such talent and cheekiness. I love this unmistakable way of constructing the interviews, Oriana not only limited herself to reporting a succession of questions and answers but she also built a real story with a beginning and an end. arriving in the 60s we can say that they were the most decisive for her.

Ottenne infatti il permesso di essere inviata in Vietnam e ci tornò più volte, fino alla fine della guerra nel 1975. Parlando dei primissimi anni ’60 Oriana raggiunse proprio una fama nazionale e non solo, L’Europeo le propose così di fare un viaggio alla scoperta della condizione delle donne nei vari paesi del mondo. In Pakistan avvenne il primo contatto sconvolgente con l’Islam, disse chiaramente di avere avuto addosso, in quel postaccio, la sensazione di essere l’unica donna sopravvissuta ad un diluvio universale dove erano rimaste affogate tutte le donne del mondo. Riflettè su come la religione infliggeva i suoi ordini alle donne e come le trattava. << son donne che vivono dietro la nebbia fitta di un velo e più che un velo è un lenzuolo, ha due buchi all’altezza degli occhi oppure un graticcio alto due centimetri e lungo sei, attraverso quei buchi e quel graticcio esse guardavano il cielo e la gente come attraverso le sbarre di una prigione, sono le donne più infelici del mondo, queste donne col velo, e il paradosso è che spesso non sanno ciò che esiste al di là del lenzuolo che le imprigiona” >> riportò Oriana. Ecco come nacque “IL SESSO INUTILE“, libro pubblicato da Rizzoli nel 1961 e tradotto in ben undici lingue! Un vero e proprio viaggio attorno alla donna; karachi, Malesia, Hong Kong, kyoto fino a New York dove descrive il progresso femminile dinanzi ad un mondo di deboli, incatenati da una schiavitù di cui non sanno liberarsi. Condivido con voi questa intervistata da “Controfagotto” fatta in occasione dell’uscita di questo libro dove potrete vedere una Oriana Fallaci tutto pepe. In fact, she obtained permission to be sent to Vietnam and returned there several times, until the end of the war in 1975. Speaking of the very early 60s, Oriana achieved a national fame and more, the European thus proposed to make a trip to discovery of the condition of women in the various countries of the world. In Pakistan, the first shocking contact with Islam occurred, he said clearly that he had had the feeling of being the only woman who survived a universal flood where all the women of the world had drowned, in that bad place. He reflected on how religion imposed his orders on women and how he treated them. << they are women who live behind the thick fog of a veil and more than a veil it is a sheet, it has two holes at eye level or a trellis two centimeters high and six long, through those holes and that trellis they looked at the sky and people, as through prison bars, are the most unhappy women in the world, these women with veils, and the paradox is that they often do not know what exists beyond the sheet that imprisons them “>> reported Oriana. This is how “IL SESSO INUTILE” was born, a book published by Rizzoli in 1961 and translated into eleven languages! A real journey around the woman; karachi, Malaysia, Hong Kong, kyoto up to New York where it describes women’s progress in the face of a world of the weak, chained by a slavery they cannot get rid of. I share with you this interview with “Contrabassoon” made on the occasion of the release of this book where you can see an Oriana Fallaci all pepper.

https://www.youtube.com/watch?v=i0AYO-3teCU

A proposito delle interviste di quegli anni ricordo l’intervista fatta da Oriana al grande Totò per l’Europeo, che prese il seguente titolo: “Lei è felice”?, una meravigliosa intervista che potete andare a spulciare tra i vari video di Youtube. Andando un po’ avanti con gli anni, nel 1968 venne colpita, si trovava in Messico, una folla di studenti, una piazza << sembrava tutto in ordine, uno studente del consiglio dello sciopero degli studenti stava parlando alla piazza ed all’improvviso vidi un elicottero avvicinarsi alla piazza e gettare dei bengala. In un minuto vidi arrivare una marea di camion dell’esercito che circondarono la piazza iniziando a sparare sulla folla. Io ero affacciata in una delle terrazze che sporgevano sulla piazza, all’improvviso arrivarono da dietro un’ottantina di poliziotti che iniziarono anch’essi a sparare su loro, gettando anche me contro ad un muro.>> testimoniò così dal letto dell’ospedale presso il quale ha avuto ricovero. C’è da chiedersi cosa spingeva Oriana a voler vivere sulla propria pelle esperienze così importanti, forti e pericolose. << la guerra ha un suo fascino, quando se ne esce vivi ci si sente vivi come in nessun’altra occasione della vita >> la sua risposta.

I libri che vi invito a leggere

Partiamo dall’anno 1962 “PENELOPE ALLA GUERRA” un romanzo che vuole esortare alla ribellione alle convenzioni imposte dalla società ed a vivere fino in fondo le proprie passioni, anche quando la scelta ci porterà ad amare chi non lo merita e costituisce il ritratto di un’America in bilico tra la sua immagine sognata e la realtà di un paese grande tanto quanto crudele ed uguale.

“LE RADICI DELL’ODIO” una raccolta di brani inediti in cui l’autrice tratta il confronto con l’Islam senza mezzi termini né concessioni. Infiltrata nelle basi segrete della guerriglia araba fino a tornare nel deserto durante la prima guerra del golfo per raccontare lo scontro che sarebbe culminato successivamente nell’attentato orrendo dell’undici settembre alle due Torri. Curiosità Dopo l’attentato alle due torri gemelle Oriana espresse la sua opinione scrivendo direttamente agli stessi Bush e Blair di quanto era contrariata nel dichiarare guerra all’Iraq e ne uscì un chiaro e pungente articolo il 23 settembre di quello stesso anno, “la rabbia e l’orgoglio”, politicamente violento.

Speaking of the interviews of those years, I remember the interview made by Oriana to the great Totò for the European Championship, which took the following title: “Are you happy”?, A wonderful interview that you can go to browse through the various Youtube videos. Going a bit forward with the years, in 1968 she was hit, she was in Mexico, a crowd of students, a square << it seemed all in order, a student of the student strike council was speaking in the square and suddenly I saw a helicopter approach the square and throw flares. In a minute I saw a flood of army trucks arrive around the square and start shooting at the crowd. I was facing one of the terraces that protruded onto the square, suddenly about eighty policemen came from behind and they also started shooting at them, also throwing me at a wall. >> he testified so from the hospital bed where he was hospitalized. One wonders what pushed Oriana to want to live such important, strong and dangerous experiences on her own skin. << the war has its charm, when it comes out alive it feels alive as in no other occasion in life >> his answer. The books that I invite you to read We start from the year 1962 “PENELOPE TO WAR” a novel that wants to encourage rebellion to the conventions imposed by society and to live their passions to the end, even when the choice will lead us to love those who do not deserve it and constitute the portrait of a America in the balance between his dreamed image and the reality of a country as big as cruel and equal. “THE ROOTS OF HATE” a collection of unpublished passages in which the author deals with the confrontation with Islam without mincing words or concessions. She infiltrated the secret bases of the Arab guerrilla until she returned to the desert during the first Gulf War to tell the story of the clash that would culminate later in the horrendous attack of 11 September on the two towers. Curiosity After the attack on the two twin towers Oriana expressed her opinion by writing directly to Bush and Blair themselves of what she was upset in declaring war on Iraq and a clear and pungent article came out on September 23 of that same year, “anger and pride ”, politically violent.

1990 “INSCIALLAH” sia fatta la volontà di Dio, la traduzione. Romanzo ambientato ai tempi della guerra civile in Libano dove viene descritto un complesso retroscena che divenne uno spaccato della società italiana immersa nel dramma dei combattenti.  La storia si svolge nell’arco di tre mesi, novanta giorni che vanno da una domenica di fine ottobre a una domenica di fine gennaio, s’apre coi cani di Beirut, prende l’avvio dalla duplice strage, segue il filo conduttore d’una equazione matematica, e per svilupparne la trama mi servo dell’amletico scudiero di Ulisse. Quello che cerca la formula della Vita”. Immergendosi nel dramma dei combattimenti e dando voce alle vittime e alle figure spesso dimenticate – “i bambini che la guerra uccide, i lenoni che la guerra favorisce, i banditi che la guerra protegge” – la Fallaci ci offre un grande “atto d’amore per la Vita”, che rifiuta la ferocia di qualsiasi conflitto e mette l’Uomo al centro del proprio destino. Prefazione di Gianni Riotta

“LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO” un fatto intimo quanto estremamente profondo e personale, un aborto spontaneo. Questo libro è un monologo di una donna che aspetta un figlio e guarda alla maternità come scelta personale e responsabile. <<basta volere un figlio per costringerlo alla vita?>>

“LA FORZA DELLA RAGIONE” testo nato in risposta agli attacchi ricevuti dopo “La Rabbia e l’Orgoglio”. Un approfondimento del rapporto tra occidente ed Islam in chiave filosofica, morale e politica.

“SE IL SOLE MUORE” il risultato di un’avvicinamento agli astronauti coinvolti nell’impresa spaziale statunitense per la conquista sulla luna. In questo libro autobiografico emergono i rischi dell’alienazione tecnologica e narra il disperato ottimismo di un occidente lanciato alla conquista del futuro.

1967 “NIENTE E COSì SIA” << la vita è una condanna a morte, proprio per questo bisogna attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo e senza temere di sbagliare >> Qui Oriana Fallaci racconta di una guerra non giusta, non esatta. Un racconto nato dall’esperienza sua personale al fronte come corrispondente di guerra.

“QUEL GIORNO SULLA LUNA” un seguito de “Se il sole muore”. Una sorta di raccolta di documenti, di voci e di punti di vista sugli incontri con gli astronauti che fece lei stessa.

Oriana scrisse altri e diversi ed importanti libri ma in ultimo, e non d’importanza, vorrei attirarvi nella lettura di “UN UOMO”.

1990 “INSCIALLAH” God’s will be done, the translation. A novel set in the times of the civil war in Lebanon where a complex background is described that became a cross-section of Italian society immersed in the drama of the fighters. The story takes place over three months, ninety days ranging from a Sunday in late October to a Sunday in late January, opens with the Beirut dogs, starts from the double massacre, follows the guiding thread of a mathematical equation, and to develop its plot I use Ulysses’ Hamlet squire. The one looking for the formula of Life ”. Plunging into the drama of fighting and giving voice to the often forgotten victims and figures – “the children that war kills, the lenones that war favors, the bandits that war protects” – Fallaci offers us a great “act of love for Life ”, which rejects the ferocity of any conflict and places Man at the center of his destiny. Preface by Gianni Riotta “LETTER TO A BABY NEVER BORN” an intimate fact as extremely profound and personal, a miscarriage. This book is a monologue of a woman who expects a child and looks to motherhood as a personal and responsible choice. << is it enough to want a child to force him to life? >> “THE FORCE OF REASON” text born in response to the attacks received after “Anger and Pride”. A deepening of the relationship between the West and Islam in a philosophical, moral and political key. “IF THE SUN DIES” the result of an approach to the astronauts involved in the US space company for the conquest on the moon. In this autobiographical book the risks of technological alienation emerge and narrates the desperate optimism of a West launched to conquer the future. 1967 “NOTHING AND SO BE” << life is a death sentence, just for this you have to go through it well, fill it without wasting a step and without being afraid of making mistakes >> Here Oriana Fallaci tells of an unfair, not exact war. A story born from his personal experience on the front as a war correspondent. “THAT DAY ON THE MOON” a sequel to “If the sun dies”. A sort of collection of documents, voices and points of view on the encounters with astronauts that she made herself. Oriana wrote other and different and important books but in the end, and not of importance, I would like to attract you in reading “A MAN“.

Romanzo pubblicato nel 1973 dove ritroviamo come protagonista Alexandros Panagulis , condannato a morte nel 1968 per l’attentato a Georgios Papa Dopulos , il militare a capo del regime. Morto a causa di uno “strano” incidente stradale nel 1976. Questo romanzo ripercorre la loro storia d’amore , tormentata storia d’amore con battaglie politiche e dettata da momenti d’incertezza e fiducia reciproca. << è che in lui riconobbi davvero tante creature da me conosciute per il mondo, creature che avevano donato la loro vita ad un ideale e che, per quell’ideale, avevano conosciuto torture bestiali, galera, spesso la morte >>. Sono rimasta piacevolmente impressionata da come Oriana ha sempre parlato del suo Alekos, anche dopo il suo decesso. << un uomo dal grande coraggio e dalla grande sete della verità nella libertà>>

A tal riguardo ho voluto leggere per voi una piccolissima parte di questo libro, giusto per farvi assaggiare un po’ della sua coinvolgente scrittura e della sua passionale persona. ecco qui il link https://youtu.be/H8pW-idAVKI

Concludo questo articolo con una sua frase che condivido appieno …grazie grande Oriana !

<< Quando entro in una stanza senza libri mi sembra di stare in una stanza vuota>> Oriana Fallaci.

Articolo frutto dello studio e dell’impegno della sottoscritta, si prega dunque di rispettarne i diritti.

Elisabeth Gioia Carbone

A novel published in 1973 where we find Alexandros Panagulis as the protagonist, sentenced to death in 1968 for the attack on Georgios Papa Dopulos, the military leader of the regime. Died from a “strange” road accident in 1976. This novel traces their love story, tormented love story with political battles and dictated by moments of uncertainty and mutual trust. << is that in him I really recognized many creatures known by me for the world, creatures who had given their life to an ideal and who, for that ideal, had known bestial torture, jail, often death >>. I was pleasantly impressed with how Oriana has always talked about her Alekos, even after her death. << a man with great courage and a great thirst for truth in freedom >> In this regard, I wanted to read a very small part of this book for you, just to let you taste a little of his engaging writing and his passionate person. here is the link https://youtu.be/H8pW-idAVKI I conclude this article with a sentence that I fully agree with … thank you very much Oriana! << When I enter a room without books it seems to me to be in an empty room >> Oriana Fallaci.

📖Article resulting from the study and commitment of the undersigned, therefore please respect its rights.

Elisabeth Gioia Carbone

1 reply

  1. Li ho letti tutti, li conservo gelosamente. L’ho adorata e l’adoro ancora. Trovo sia una Donna davvero incredibile. Lettera ad un bambino mai nato mi fa soffrire, ci vedo molto di me; se il sole muore è tra i miei preferiti per il tema trattatao, Un uomo è il mio preferito, in asoluto, un amore che mi fa sognare e soffrire.
    grazie per questi post.

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