– INANNA ( THE QUEEN OF THE NIGHT ) –

Oggi ho una tale fame di Storia che desidero condividere con voi, viaggiando indietro nel tempo, aleggiando sui cieli mesopotamici. Riscopriamo Inanna.

Inanna ( immagine conservata al British Museum di Londra )
 

Inanna ( la dea del cielo e dell’amore e della notte ) “The Queen of the night” denominata successivamente “Ištar” dagli Accadi, dagli Assiri e dai Babilonesi, è identificata successivamente dagli Ittiti con “Šauška”, “Astarte” dai Fenici. [L’iconografia della dea è associata anche alla stella a otto punte, la dea più popolare di tutta la mezzaluna fertile] Considerata come una delle più importanti divinità di tutto il vasto Pantheon mesopotamico. Attraverso le opere scritte dalla poetessa Enheduanna (2.285-2.250 a.C.), figlia del Re Sargon, Inanna fu assimilata ad Ishtar e identificata come una divinità della vegetazione e della rinascita. Associata al pianeta Venere. Si pensa anche che in molti miti su Inanna, tra cui Discesa di Inanna agli Inferi e Inanna e Shukaletuda, i suoi movimenti corrispondono con i movimenti di Venere nel cielo. Quest’immagine è una riflessione dei Sumeri sul passato matriarcale e sulla transizione al patriarcato nel ciclo mitico della dea Inanna, l’ evoluzione della dea madre. Il mito racconta che la dea Inanna si impossessò dei “me” della conoscenza (i me nella mitologia sumera sono le leggi e le pratiche alla base della civiltà) per lasciarli agli uomini. Come altra dimostrazione della propria virtù e del proprio coraggio discese persino negli inferi.

Inanna e l’albero di Huluppu

《Il Dr. Jeremy Black, storico e docente di Storia presso l’Università di Exeter, ha scritto : “Violenta e lussuriosa dopo aver ottenuto il potere, Inanna sta accanto ai suoi Re preferiti mentre essi combattono. In un poema sumero Inanna è descritta mentre lotta contro il “Monte Egih”. Il suo viaggio verso Eridu per ottenere i “ME” e la sua discesa nel mondo sotterraneo sono descritti come destinati ad accrescere la sua energia”》

Curiosità

Inanna era considerata come la dea a conoscenza dei segreti del cosmo e rivelatrice degli stessi, aveva il potere anche infondere arti e conoscenza a chi glieli chiede, in dono. Raffigurata sempre come dea riccamente abbigliata o completamente nuda.
I Suoi importanti santuari si trovavano a Zabala, Uruk e in Babilonia.
Dea indipendente e mai accasata, nè dominata da alcuno, tanto quanto era il suo magnetismo. innamorata via via di diversi pastori, tra cui Tammuz, e di un giardiniere, che furono poi condannati dalla dea stessa, trasformandoli in diversi animali. Dea Sempre in movimento, alla ricerca della sua casa e del suo potere.

Successivamente Il culto di Ištar si diffuse anche in Egitto durante la XVIII dinastia.

Spero d’avervi incuriosito un po’ su questa figura, a mio avviso, molto interessante.

@poeticamente_ElyGioia #pensieriscrittielygioia

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